Dall'uscita del primo Mythos, buona parte di internet si è mossa per verificare se le dichiarazioni sulle sue capacità offensive fossero reali. È in quel momento che qualcosa, nella cybersecurity, è cambiato davvero.
È partita la corsa al bug hunting assistito dall'AI, e i dati raccontano il resto. Secondo Epoch AI, a luglio 2026 le organizzazioni più importanti del settore hanno pubblicato circa 2.500 CVE di gravità alta o critica: circa 5 volte il record mensile precedente all'annuncio di Claude Mythos Preview, e il 60% in più del già record di giugno. Il picco di giugno era già oltre il triplo del massimo pre-Mythos, che dopo le revisioni si attesta intorno ai 490 CVE mensili.
Non era marketing, quindi: l'impatto è misurabile. E il fenomeno non riguarda solo il conteggio dei bollettini. FIRST, nel suo aggiornamento di metà anno, ha alzato la previsione 2026 a circa 66.000 CVE — +46,3% rispetto alla stima di febbraio — indicando tra i driver strutturali la scoperta assistita dall'AI, un aumento del 449% anno su anno dei GitHub Security Advisory e un +3.119% dell'attività di VulnCheck come CNA di ultima istanza. Il caso più netto: un'impennata del 164% nelle divulgazioni del CNA di Mozilla nel primo trimestre, attribuita direttamente a tooling AI puntato contro il motore di Firefox.
Il rilascio di Mythos cambierà l'industria in modo permanente. Oggi basta un prompt ben costruito per trovare una vulnerabilità dove prima servivano mesi di studio da parte di specialisti — quello che richiedeva decine di ricercatori esperti al lavoro per mesi oggi si ottiene in ore con un modello linguistico ben istruito che scansiona un codebase. L'asticella si è abbassata al punto che chiunque, in pratica, può attaccare servizi, aziende e persone.
E il sistema sta già cedendo sotto il peso. A DEF CON, GitHub ha dichiarato di aver pubblicato oltre 7.000 identificatori CVE nel solo 2026 — probabilmente un record annuale per un singolo CNA — definendolo «una metrica allarmante»; il team di risposta alle vulnerabilità della CISA gestisce ormai tra i 360 e i 400 casi contemporaneamente.
Il danno peggiore non è nemmeno quello economico per aziende e Stati. È che oppositori politici, dissidenti e giornalisti diventano bersagli molto più facili, e non solo per le agenzie di intelligence.
Il caso italiano legato alla società israeliana Paragon è probabilmente l'ultimo scandalo dell'era precedente. Nel giugno 2025 il Copasir ha confermato che il governo italiano aveva usato Graphite contro gli smartphone di attivisti per i diritti dei migranti, tra cui Luca Casarini, Giuseppe Caccia e David Yambio. A marzo 2026 la consulenza tecnica depositata alle procure di Roma e Napoli ha individuato tracce di malware compatibili con Graphite su tre dispositivi Android: quelli di Caccia, Casarini e del giornalista Francesco Cancellato; l'accesso ai server dell'AISI ha però confermato solo le operazioni sui due attivisti, senza rilevare tracce riferibili al giornalista. Per Cancellato, il mandante resta ignoto e le indagini proseguono. Fino a ieri quel tipo di capacità era appannaggio di pochi apparati statali. Adesso è tana libera tutti, e sono convinto che di storie simili ne sentiremo molte di più.
Quella tra cybercriminali e difensori è una partita a guardie e ladri, ma giocata a velocità diverse: chi attacca è quasi sempre un passo avanti. Per colmare il divario servirà tutta l'AI possibile, sia per ridurre il numero di vulnerabilità introdotte nel software, sia per permettere ai difensori di correggerle in tempi rapidi. Come sintetizza FIRST, la sfida per i difensori non è più scoprire le vulnerabilità: è la capacità di verificarle, coordinarle e prioritizzarle a una scala mai vista prima. Oggi solo aziende come Google e Microsoft, che investono miliardi in sicurezza, ottengono risultati apprezzabili; per tutte le altre le falle continuano a emergere senza sosta, aprendo la strada ad attacchi alla supply chain che espongono a cascata ogni utilizzatore finale.
Chiunque può hackerare chiunque. E chiunque abbia un minimo di rilevanza politica dovrà imparare a vivere in allerta permanente.
Fonti
Epoch AI, Serious cyber vulnerability disclosures kept climbing in July (31 lug 2026) — https://epoch.ai/data-insights/cve-severity-spike-july-2026 · il dato dei 5×, con CSV scaricabile e metodologia (21 organizzazioni monitorate)
FIRST, Mid-Year Vulnerability Forecast Update (15 giu 2026) — https://www.first.org/newsroom/releases/20260615 · proiezione 66.000 CVE, dato Mozilla +164%
Cybersecurity Dive, CVE Program eyes automation and globalization to weather AI 'vulnpocalypse' — https://www.cybersecuritydive.com/news/cve-program-ai-black-hat-def-con/827477/ · GitHub e CISA sotto pressione
Sky TG24 (5 mar 2026) — https://tg24.sky.it/cronaca/2026/03/05/caso-paragon-news · consulenza tecnica, tre dispositivi
ANSA (5 mar 2026) — https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/03/05/caso-paragon-latto-di-accusa-dei-pm-spiati-tre-telefoni_cb83ed31-752c-4ad5-b6a0-0a384cbd841e.html · accesso ai server AISI, relazione Copasir
Citizen Lab, A First Look at Paragon's Proliferating Spyware Operations (19 mar 2025) — la fonte tecnica primaria sulle infezioni italiane